Copia inufficiale del programma politico del Partito Pirata.
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Versione ufficiale.

 

Avviso al lettore

Questo programma non è stato sviluppato dalla classica segreteria di partito. Esso è il frutto dei lavori dell'assemblea permanente che il Partito Pirata ha eletto suo organo principe, composta da tutti i suoi membri, ospitata online, sempre a portata di mano di ogni pirata, grazie al software LiquidFeedback. Questo ci consente di massimizzare l'influenza esercitata da ognuno nel (poco) tempo a disposizione.

Il programma del Partito Pirata Italiano non pretende di essere esaustivo sulle questioni de la vita, l'universo e tutto quanto: quando un argomento non compare, potrebbe dipendere da cause plurime, fra le quali almeno una delle seguenti,

  1. i pirati non hanno ancora pensato a, o voluto mettere in discussione l'argomento;
  2. i pirati non sono arrivati ad una conclusione;
  3. i pirati hanno deciso di non esprimersi a riguardo.

Consideriamo questo programma un eterno lavoro in corso, a rilascio continuo. La sua modifica è aperta a tutti coloro vogliano entrare a far parte dell'assemblea permanente, sicchè gli argomenti mancanti andranno sempre via a scemare proporzionalmente all'ingrandimento della stessa.

Per noi sono probabilmente più preziose le persone che non sono d'accordo con quanto è scritto qui. Invitiamo loro più di ogni altro ad aderire per rendere questo programma sempre migliore, nel solco dello statuto e del manifesto pirata.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.





Per millenni l'umanità ha apprezzato la crescita economica in quanto c'è sempre stato spazio per sempre più persone e sempre più consumo delle risorse naturali. Per la prima volta nella storia dell'uomo abbiamo oltrepassato il punto della saturazione con conseguenze drammatiche per tutti se non cambiamo profondamente il nostro approccio al capitalismo ed al nostro incrostato ed ingiusto apparato governativo e legislativo.

L'attuale sistema economico si fonda sul concetto di crescita illimitata che, nei fatti, corrisponde allo smantellamento delle risorse naturali, all'avanzamento tecnologico e all'aumento della popolazione, ossia dei consumatori. Tra questi tre fattori, l'unico auspicabile è quello del progresso scientifico e tecnologico, che di per se non è sufficiente per compensare i danni irreparabili all'equilibrio ecologico del pianeta, sofferente da un consumo esponenziale delle risorse naturali.

Solo a livello locale si può percepire anche una forma di crescita dovuta all'interscambio di merci, capace di creare un benessere che in realtà implica l'impoverimento o sfruttamento di altri. La popolazione mondiale sarà felice di doversi spartire sempre meno ricchezze tra sempre più mani?

L'automazione tecnologica sta rendendo sempre piú "posti di lavoro" superflui. Un'economia sostenibile non puó prescindere dal rivedere il concetto stesso di lavoro. Il progresso cambia la societá, ora è essenziale che anche l'economia cambi. Disegnare una societá nuova, non più incentrata sul lavoro, è possibile, una societá in cui tutti gli esseri umani godano di un Reddito di Esistenza sovvenzionato dalla produzione industriale, in modo che chi lavora ottenga di più, ma chi non può trovare lavoro trascorra una vita degna e libera da paure esistenziali.

La dipendenza da crescita economica nuoce all'umanità. L'economia mondiale del nuovo milennio deve essere sostenibile a livello locale e globale. A partire da ció, si configura un progetto a lungo termine che include una profonda riforma del sistema economico, tributario, finanziario e del welfare.

Stando al lavoro di analisi "HANDY" di alcuni ricercatori della università del Maryland, l'umanità molto probabilmente può evitare un collasso economico e umanitario solamente se introduce un sistema di ridistribuzione della ricchezza. Anche gli autori del classico "The Limits To Growth" (I limiti della crescita, 1972, Club of Rome), nell'aggiornamento dopo trenta anni arrivano alla stessa conclusione.

Nel contempo, stando ai dati del documentario BBC "The Super-Rich And Us", l'umanità è passata in soli quattro decenni dallo stato di maggiore equità economica tra gli individui allo stato di maggiore ingiustizia sociale nella storia dell'uomo. Attualmente sessantadue persone possiedono ricchezze equivalenti a quelle possedute dalla metà povera della popolazione umana.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.
Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Ogni persona ha diritto ad una esistenza sicura e alla inclusione sociale.

Il rispetto e la tutela della dignità umana è il più alto comandamento. Le persone possono vivere con dignità solo se i loro bisogni primari sono soddisfatti e la loro partecipazione sociale è assicurata. Nella nostra economia monetaria, ciò richiede un reddito.

Se un reddito può essere raggiunto solo attraverso il lavoro, dobbiamo assicurare la piena occupazione a proteggere la dignità di tutte le persone. Ecco perché la piena occupazione è stato l'obiettivo principale della politica economica del passato. Ci sono due percorsi da cui si è cercato di raggiungere questo obiettivo: attraverso provvedimenti economici che intendono creare posti di lavoro o attraverso lavori pubblici finanziati con l’obiettivo principale di assicurare sussistenza della gente. Entrambi percorsi richiedono notevoli finanziamenti pubblici e non portano direttamente al fine.

Se i fondi pubblici vengono utilizzati, tuttavia, questo deve essere fatto nel modo più efficace possibile. Dal momento che l’obiettivo è un reddito di sussistenza per tutti, tale reddito è da garantire a ciascun individuo direttamente. Solo in questo modo possiamo tutelare la dignità di tutte le persone senza eccezione. Così come noi forniamo la sicurezza pubblica, le vie di traffico e gran parte del sistema educativo senza una compensazione diretta, anche un sicuro sostentamento deve diventare una parte della nostra infrastruttura.

Noi Pirati siamo convinti che la stragrande maggioranza delle persone sfrutterà le opportunità fornite da un sicuro sostentamento per sviluppare il proprio pieno potenziale economico e sociale. Un'esistenza sicura crea spazio per l’autogestione dell’istruzione, della ricerca e dell’innovazione economica. Permette il volontariato, ad esempio avendo cura di parenti e bambini, il giornalismo indipendente, l’attività politica o la creazione di arte e software libero. Ne approfitta l'intera società.

Per questo motivo il Partito Pirata supporta soluzioni che garantiscano incondizionatamente un sicuro sostentamento e l'inclusione sociale pur sostenendo e favorendo la libertà economica. Vogliamo evitare la povertà, non la richezza.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Riconosciamo e sostieniamo l'economia locale e solidale quale modello economico e sociale in grado di promuovere un giusto equilibrio tra libertà d'impresa e rispetto dei diritti dei lavoratori, dell'ambiente e dei consumatori.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Si fa un continuo parlare di lotta all'evasione fiscale, che in Italia ha raggiunto cifre da record. Il più delle volte il dibattito si riduce al tema dell'utilizzo del denaro contante, e in particolare alla soglia massima per i pagamenti. In realtà le indagini statistiche (ad esempio questo report della CGIA di Mestre) dimostrano che non vi è un rapporto diretto tra la limitazione del contante è la diminuzione dell'evasione. Gli strumenti più efficacia questo scopo (incrocio delle banche dati, anagrafe dei conti correnti etc.) sono stati introdotti in tempi relativamente recenti, ed è prevedibile che nel giro di alcuni anni daranno i frutti sperati in termini di recupero di cifre evase. Un aspetto che invece non viene pressoché tenuto in considerazione è quello della privacy dei cittadini. Aumentano gli appelli ad incentivare forme di pagamento elettronico che risultano fortemente invasive per la privacy dei cittadini. I pirati sanno però essere a difesa della privacy pur contrastando il fenomeno dell'evasione fiscale!

Il Partito Pirata auspica la diffusione di forme di pagamento elettroniche (anche per micropagamenti) basate su tecnologie di criptazione in grado di garantire l'anonimato dell'acquirente e la tracciabilità del venditore. Queste tecnologie (come per esempio il Taler) esistono, sono free software, utilizzano protocolli aperti e non richiedono la creazione di nuove e costose infrastrutture. Consentono ai governi di combattere l'evasione fiscale senza ledere la privacy dei cittadini.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Il Partito Pirata si impegna a cercare in primo luogo soluzioni comunitarie ai problemi creati dai limiti di mandato imposti alla Banca Centrale Europea. Forte della sua vocazione internazionalista e della valorizzazione della rete che permette la partecipazione diretta dei cittadini all'elaborazione, il Partito Pirata si trova in una posizione privilegiata per avviare trattative sulla politica monetaria che partano dai popoli e non dai governi. Siamo molto preoccupati per le possibili conseguenze traumatiche di una dissoluzione dell'area europea dettata dall'emergenza, ci incamminiamo quindi in un percorso responsabile nei confronti dei popoli di tutto il mondo, i cui interessi sono oramai inestricabilmente legati alla risoluzione dei gravi problemi dell'economia globale.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Il Partito Pirata intende promuovere una estesa azione di riforma della legislazione che riguarda il Brevetto (Patent), al fine di ripristinare l’equilibrio, ora perduto, tra gli interessi degli operatori economici, quelli dei consumatori, quelli degli inventori e quelli della società nel suo complesso.

L’elemento fondante di questa riforma dovrà essere il concetto che i materiali protetti da brevetto rappresentano una risorsa per tutti gli esseri umani e come tale possono essere sottoposti a vincoli di utilizzo solo per brevi periodi di tempo e solo per determinate applicazioni di carattere commerciale.

L’accesso ad alcuni tipi di queste conoscenze ed ai prodotti che ne derivano, in particolar modo nel campo della medicina, deve essere garantito anche per coloro che non possono permettersi l’accesso al mercato per ragioni economiche, ad esempio grazie ad opportune sovvenzioni o attraverso l’opera di pubbliche strutture.

Il Partito Pirata vuole garantire che le popolazioni locali non siano ingiustamente private dei materiali e delle tecniche (culinarie, mediche e di altro tipo) che fanno parte della loro tradizione a causa di un brevetto.

Il Partito Pirata vuole garantire che non sia possibile sottoporre a brevetto un qualunque elemento del nostro ecosistema, dal DNA all’essere vivente nel suo complesso. Il Partito Pirata vuole garantire che non sia possibile sottoporre a brevetto idee astratte, codice per computer, algoritmi e formule matematiche.

Il Partito Pirata vuole ottenere il riconoscimento del diritto di un governo sovrano ad espropriare un brevetto in caso di necessità. Il Partito Pirata intende chiedere che su queste questioni venga delegato a decidere unorganismo sovrannazionale e super partes di cristallina affidabilità, come potrebbe essere l’ONU od il Parlamento Europeo.

Il Partito Pirata vuole garantire che i brevetti non vengano utilizzati per impedire l’accesso dei cittadini ad una tecnologia, per impedire l’accesso al mercato ad aziende concorrenti o come strumento di scambio tra aziende. In tutti questi casi, riteniamo che sia necessario l’annullamento immediato del brevetto.

Il Partito Pirata vuole garantire che i brevetti siano validi solo nella misura in cui vengono effettivamente utilizzati per rendere disponibile una tecnologia sul mercato. Riteniamo che un brevetto che non viene utilizzato, per qualunque motivo, debba essere annullato dopo solo un breve periodo di attesa.



Il Partito Pirata intende promuovere una modesta azione di riforma della legislazione che riguarda i Marchi, i Disegni ed i Modelli, al fine di ripristinare l’equilibrio, ora perduto, tra gli interessi degli operatori economici (aziende) e quelli dei consumatori.

In particolare, il Partito Pirata vuole garantire che non sia possibile sottoporre alla registrazione di Marchio dei nomi e dei simboli che già caratterizzano delle realtà simboliche riconosciute ed utilizzate dalla popolazione ma ancora non consolidate (ad esempio, neologismi non ancora inseriti in nessun dizionario ma già ampiamente riconosciuti dalla popolazione).

Il Partito Pirata vuole garantire che le popolazioni locali non siano ingiustamente private delle denominazioni dei prodotti e delle tecniche che fanno parte della loro tradizione a causa di un marchi che viene registrato da una azienda o da un consorzio di aziende.

Il Partito Pirata vuole garantire che non sia possibile sottoporre a registrazione di Disegno o Modello idee astratte, o comunque vaghe, di un prodotto, ma solo una sua effettiva e ben definita implementazione stilistica. Lo scopo finale di questo intervento è quello di permettere una più ampia concorrenza sul mercato, tra operatori diversi, in settori in cui l’elemento predominante è di tipo stilistico (prodotti di moda) o di tipo produttivo (prodotti alimentari tipici).



Il Partito Pirata si impegna affinché venga immediatamente attuata la DIRETTIVA 2011/7/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 16 febbraio 2011 relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, in particolare per la parte che impegna gli enti pubblici a pagamenti delle prestazioni e delle forniture entro 30 gg.

In una società moderna i pagamenti devono avere tempi certi. Lo stato italiano pretende di riscuotere i propri crediti in tempi certi ma talvolta ritarda scandalosamente nel pagamento dei propri, e questo non e' accettabile. I Pirati si battono affinché venga riconosciuto a tutte le persone, sia fisiche che giuridiche, un principio di buon senso, cioe' il diritto di compensare i propri debiti verso lo stato con i rispettivi crediti. Per stato si intende ogni livello della pubblica amministrazione, comprese le aziende a prevalente partecipazione pubblica.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



L'unione Europea ha deciso di applicare, spesso in maniera unilaterale, severe norme sia per la tutela dell'ambiente sia per la tutela dei diritti dei lavoratori. Il Partito Pirata Italiano ritiene ragionevole che siano colpiti da imposte, sociali o ambientali, quei prodotti che provengono da paesi che non adottano norme a tutela di lavoratori e ambiente paragonabili a quelle europee.

L'europa si è data delle regole severe ma permette a terzi di diffondere nel proprio spazio economico prodotti realizzati nel totale disprezzo di misure anche minime di tutela ambientale o sicurezza sul lavoro. Questo atteggiamento non combatte l'inquinamento che viene semplicemente trasferito su altri suoli e non tutela i lavoratori dei paesi in via di sviluppo; in compenso sta distruggendo la nostra economia a tutti i livelli: industria, manifattura ed agricoltura. Attualmente si salva giusto l'alta tecnologia, i servizi, il lusso e qualche piccola nicchia di prodotti alta qualità, ma può una comunità di 500 milioni di individui prosperare basando tutto su qualche piccola nicchia di mercato?

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Il Partito Pirata propone un sistema tributario a ritmi mensili per cui durante le mensilità in cui il fatturato aumenta aumenta conseguentemente la tassazione, nelle mensilità in cui il fatturato diminuisce anche le imposte diminuiscono, fino a diventare un reddito minimo rimpiazzando il sistema pensionistico e il sussidio di disoccupazione.

Il break-even è il guadagno che non richiede ne versamenti ne prelievi dal fondo comune dei cittadini. Questa cifra si adegua a seconda della situazione economica del paese ed è di per se influenzata dal cambiamento tributario da introdurre.

Sono previsti sussidi speciali se non richiedono un controllo periodico, come nel caso di minorati ed invalidi.

Viene garantito l'accesso ai beni comuni e alle infrastrutture essenziali, mezzi di comunicazione, trasporto pubblico, compreso il SSN dietro pagamento di un ticket adeguato.

Questa riforma sarà introdotta graduatalmente applicando le necessarie revisioni al piano d'introduzione strada facendo.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Fu già durante gli anni ottanta che avvenne una rivoluzione digitale della quale nel mondo hacker poco si parla. Una rivoluzione iniziata a colpi di tabelle Excel e combattuta su sistemi Windows. Dove il mondo si manifestava nella latenza del LAN invece del WAN.

Con l'introduzione della speculazione automatica attraverso lo scripting dei computer, chiunque avesse il cavetto più corto verso il computer centrale della borsa era il primo a fare l'affare. Al giorno d'oggi la lunghezza dei cavi in borsa è normata e la durata media del possesso di un azione è di ventidue secondi. Prima della rivoluzione digitale era di quattro anni.¹

La speculazione in borsa è una forma di gioco d'azzardo – si punta sui minimi cambiamenti di valore delle azioni, acquistandole e vendendole in tempo reale in numeri esorbitanti, manipolandone la traiettoria. Ha ben poco a che vedere con i dati reali dell'economia e certamente non è un modo responsabile di interagire con l'assetto finanziario di grandi ditte del mondo reale.

In Inghilterra, all albore dell'introduzione del sistema di trading elettronico nel 1986, i legislatori hanno reagito immediatamente, introducendo una tassa sulle transazioni in borsa del 0,5% chiamata Stamp Duty Reserve Tax (SDRT). La modica percentuale è stato un modello di successo per l'Inghilterra mentre la formula usata in Svezia poco dopo portò il mercato svedese all'arresto cardiaco.² Sotto influenzamento liberal-economico Francoforte ha abolito le tasse sulle transazioni, speculando che la "maggiore liquidità" avrebbe attratto capitali privati più elevati. E così fu, ma con drammatici effetti collaterali.

La speculazione sul valore delle ditte può avere effetti immediati sugli impiegati di tali ditte e in caso di collasso del mercato conseguenze per intere nazioni o dell'economia mondiale. Responsabilizzare gli agenti bancari e speculanti non è possibile, anche dopo la crisi del 2008 il business continua come al solito, essendo tutti i giocatori in concorrenza economica fra di loro e non potendosi permettere di cambiare strategia. Il mercato non impara dagli errori. Le banche non imparano dal passato. Così ci racconta Rainer Voss, whistleblower del sistema bancario di Francoforte.¹ Solo un intervento regolativo da parte dei legislatori può fermare la spirale viziosa.

L'arte sta nell'introdurre una tassa sufficientemente alta per disincentivare la speculazione ma sufficientemente bassa da attrarre il capitale, essendo ogni mercato finanziario in concorrenza globale con altri mercati.

Per fermare l'abuso di tecnologie informatiche allo scopo della speculazione e limitare i potenziali danni alla società umana, i Pirati sono a favore di una modica tassa sulle transazioni in borsa orientata al successo della Stamp Duty Reserve Tax inglese.

¹) Rif. Master of the Universe, confessioni di un banchiere. Documentario girato a Francoforte nel 2013.

²) Rif. Campbell & Froot, 1994, „International Experiences with Securities Transaction Taxes“, National Bureau of Economic Research
 

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Il Partito Pirata ritiene necessario adattare le leggi sull'imprenditoria privata all'emergere di quei fenomeni -- comunemente riassunti con l'espressione "Sharing Economy" -- in cui si utilizza una piattaforma informatica in Rete per permettere ai privati cittadini di condividere spese e consumi con altri, ovvero di esercitare prestazioni a pagamento. In particolare il legislatore dovrà:

  1. Affermare la legalità delle suddette attività
  2. Individuare e distinguere le piattaforme che si pongono come esclusivo scopo la condivisione di beni (e relative spese) tra privati da quelle che puntano a favorire l'erogazione di prestazioni lavorative retribuite.
  3. Superare il sistema delle licenze a pagamento e prevedere adeguate forme di rimborso/compensazione per chi le ha pagate
  4. Normare le attività di Sharing Economy adeguando le leggi in materia di tutela dei consumatori e di tassazione (in particolare affermando che le entrate derivanti dall'esercizio di queste attività costituiscono a tutti gli effetti fonte di reddito, e dunque sono soggette a tassazione secondo le norme di legge).

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.







Da sempre, l'intossicazione e la dipendenza fanno parte della cultura umana. Tentativi di negare ciò e di puntare ad una società astinente sono falliti, hanno creato un immenso mercato nero, che non conosce tutela dei consumatori, in particolare dei più giovani, e ignora i diritti dei non-consumatori. Intanto ci sono droghe pericolose quotidianamente accettate nella società, l'alcool e il tabacco. La distinzione tra sostanze legali ed illegali non ha fondamento scientifico. I Pirati preferiscono una politica basata sulle realtà scientifiche:

  1. Educazione onesta e approfondita sugli effetti delle droghe
  2. Rispetto per delle scelte autodeterminate dei consumatori
  3. Via libera all'uso pratico della canapa come alternativa ecologica al cotone
  4. Via libera all'uso terapeutico di sostanze in accordanza tra medico e paziente
  5. Via libera alla ricerca scientifica sull'uso migliore di queste sostanze
  6. Legalizzazione delle droghe: l'acquisto in farmacia permette di
    1. assicurarne la qualità di produzione
    2. provvedere ad un foglio illustrativo su dosi ed effetti
    3. possibilità di applicare tasse come lo si fa con le droghe attualmente legali
    4. dare consulenza professionale da parte del farmacista
    5. combattere il traffico e prosciugare il mercato mondiale della droga

Non tutti sono in grado di fare un uso responsabile di sostanze stimolanti. I dipendenti e le persone a rischio di dipendenza hanno bisogno della nostra comprensione e di una bassa soglia di accesso ai servizi di aiuto e prevenzione.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Per quanto ciascuno sia libero di nutrirsi come desidera, alcuni alimenti possono causare a lungo andare danni alla salute. Questi danni andranno dunque a gravare sia sul servizio sanitario nazionale, sia sulla società stessa.

Paradossalmente molti dei prodotti meno sani sono avvantaggiati sul mercato a causa dei loro ridotti costi di produzione; a ciò si somma il fatto che spesso i guadagni derivati dalla vendita di tali prodotti finiscono all'estero, mentre le spese sanitarie ce le sobbarchiamo noi.

Per ottenere un giusto equilibrio nel mercato dell'alimentazione, proponiamo una tassazione più alta sui prodotti meno salutari, che andrà direttamente a favorire il sistema sanitario. Tale tassazione è da applicare alla vendita al dettaglio dei prodotti finiti.

Non vogliamo impedire a nessuno la libertà di godersi un qualsiasi prodotto, ma chiediamo che il danno che tale prodotto arreca sia già contenuto nel suo prezzo, per un mercato e una società più equi e sostenibili.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Per contrastare qualsiasi uso non benevolo di prodotti chimici (farmaci) il Partito Pirata propone che lo stato si munisca di apposita commissione di studiosi esperti e indipendenti (farmacisti, chimici, biologi, medici, veterinari, fisici) con incarichi annuali o al massimo biennali, i quali avranno libero accesso a qualsiasi informazione sui prodotti in vendita e ai quali dovranno dare parere favorevole o sfavorevole e relazionare. Notizie non veritiere sul foglietto informativo o comunque pubblicità ingannevole dovranno portare a multe salate. Tali proventi verranno devolute per ricerche scientifiche.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Il Partito Pirata difende il diritto di mangiare quello che ti pare, perciò, difende anche il tuo diritto a sapere che c'è dentro quello che mangi.

Chiediamo che siano indicati con un bollino (rotondo o stella 32 punte, colorato, diametro minimo 2cm) recante la dicitura "OGM" tutti i cibi, farmaci ed altri materiali che contengono, o nel cui processo di produzione siano stati in qualche modo coinvolti, organismi geneticamente modificati (non esaustivamente: come strumento, farine, foraggio...); senza distinzione sul metodo di modifica genetica utilizzato (non esaustivamente: DNA ricombinante, irradiazione...), con l'eventuale indicazione di tale tecnica sul bordo del bollino.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Il T.S.O. dovrebbe, per quanto possibile, limitare la libertà personale in modo non invasivo e senza l'utilizzo di psicofarmaci. La legislatura riguardante questo istituto dovrebbe essere modificata in modo da scoraggiare le degenze forzate e rendere gli attori coinvolti responsabili degli eventuali danni procurati, specialmente per quanto riguarda l'utilizzo di farmaci contro la volontà del paziente che rivelassero controindicazioni ed effetti deleteri per la psiche e il corpo del paziente.

Deve inoltre essere chiaro che questo strumento non può in nessun modo sostituire il reinserimento sociale delle persone, che passa anche e soprattutto il supporto che viene fornito a esse e ai loro parenti. I reparti psichiatrici degli ospedali pubblici e privati devono poter essere ispezionati da parte dei familiari dei ricoverati e degli altri soggetti interessati senza limiti di giorni e di orario.

La firma finale del T.S.O. non può essere mantenuta dal sindaco che può non avere la cultura necessaria per le problematiche del caso (mediche, psicologiche, sociali) ma occorre istituire una commissione di esperti formata da psichiatra, psicologo, assistente sociale, medico di medicina generale, infermiere che responsabilmente firmi il documento finale, rilasciando una sintetica relazione.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



L'attuale sistema sanitario nazionale provvede alla salute dei cittadini orientando i processi dei servizi sanitari alla cura delle malattie, delle patologie o dei disagi.

In questa visione della sanità, l'ospedale si occupa dei cittadini e del loro benessere, considerandoli come pazienti e prendendo in esame in forma esclusiva il disagio anche quando si parla di prevenzione o di followup (ovvero di tutto ciò che consegue la cura).

La sanità collaborativa è l'azione per orientare i processi della sanità non piu' verso i pazienti e le loro patologie, ma verso i cittadini ed il loro benessere. L'azione è quella di valorizzare l'ospedale e l'attuale sistema di cura, inserendolo in un contesto territoriale, economico e sociale, in cui tutti i cittadini sono partecipi, con il servizio sanitario, nella co-creazione del benessere.

Noi pirati sappiamo bene che tale cambiamento, pur se necessario, non è di facile attuazione. Come non sarà facile attuare un progetto ambizioso di una sanità aperta e che pensa al benessere di tutti, sostenibile economicamente, socialmente e rispettosa dell'ambiente.

A tal proposito rileviamo tre ostacoli con cui dobbiamo fare i conti fin da subito: crisi economica, analfabetismo digitale e non, avversione culturale verso nuove tecnologie e metodologie.

E come pirati, ci sentiamo di proumovere alcune leve su cui tale trasformazione possa avvenire.

In primis, la trasparenza, nel pieno rispetto della privacy, di tutti i dati e delle procedure, sia mediche che amministrative.

Rispetto a quanto si è fatto fino ad ora, tutti i dati economici devono essere resi pubblici a chiunque, tramite internet ed in formati liberi ed aperti. Con tale azione è possibile realizzare strumenti per rilevare l'efficienza e l'efficacia economica di qualsiasi azione intrapresa. A tal fine ci sentiamo di promuovere le azioni provenienti dal movimento degli open data per la trasparenza informatica dei bilanci pubblici.

Promozione della collaborazione e delle comunità di apprendimento.

Tutti gli attori coinvolti nella sanità collaborativa possono e devono essere liberi di scambiare tra di loro, pur mantenendo il rispetto della privacy dei soggetti coinvolti, informazioni, idee, pratiche. Gli strumenti collaborativi possono essere impiegati sia come strumenti consultivi che decisionali, a seconda dei contesti.

Deve essere diritto di ogni paziente poter condividere l'esperienza di una patologia con altri ammalati coinvolti dalla stessa malattia o che abbia qualche analogia. Deve essere diritto e dovere di ogni medico poter condividere esperienze sulle patologie con altri medici, soprattutto nel caso di malattie rare.

Deve essere diritto e dovere di ogni attore condividere i propri dati, informazioni ed esperienze ai fini della ricerca pur salvaguardano la privacy.

I principi di condivisione e di collaborazione vanno promossi anche in ambito europeo ed internazionale.

Deve essere diritto e dovere di ogni attore fare in modo che internet sia una risorsa per diminure i costi imputabili ai trasporti.

A tal fine ci sentiamo di promuovere il web come strumento d'elezione per la gestione delle comunità virtuali e non. Ci sentiamo di privilegiare sistemi che conservino i dati in forma digitale elettronica ed in formati liberi ed aperti.

Istruzione ed accesso degli attori, uso dei mediatori culturali.

Uno dei fattori fondanti della democrazia in Italia è stata la diffusione della lingua italiana e la diminuzione drastica dell'analfabetismo. Oggi, l'analfabetismo digitale e l'insufficiente accesso alla banda larga hanno lo stesso valore strategico dell'analfabetismo del secolo scorso.

Un cittadino che non ha accesso alla banda larga e non è in grado di navigare nel web e che per giunta conosce poco o addirittura per niente l'inglese, è un soggetto che di fatto è escluso dallo attuale sistema informativo nazionale o internazionale.

Per diversi fattori l'analfabetismo digitale in Italia è ancora un fenomeno largamente diffuso, qualsiasi azione atta a promuovere la diffusione della cultura del web e la formazione continua va considerata come favorevole per la sanità collaborativa.

Nonostante cio', è compito anche della sanità collaborativa considerare le persone analfabete digitalmente e/o che non hanno accesso alla banda larga e fare in modo che queste non vengano escluse piuttosto aiutate, ove necessario.

Gli ostacoli che non consentono la riduzione dell'analfabetismo digitale, sono tanti. Molte azioni politiche nel passato si sono fermate soltanto alla propaganda o alla promozione di prodotti, non alla promozione di una cultura. Molte iniziative virtuose non hanno mai avuto la possibilità di diventare il fulcro dell'agenda digitale nazionale. Tra gli ostacoli va anche considerata la reticenza, il rifiuto da parte degli individuo nel voler impiegare a priori le nuove tecnologie per le proprie attività. Inoltre la mancanza di adozione di internet, alcune volte è dovuta a problemi sociali ed economici. Infine non va mai dimenticato il fenomeno ancora attuale dell'analfabetismo della lingua parlata e scritta, e a formule piu' subdole di analfabetismo parziale di esse.

Considerare l'analfabetismo digitale come non prioritario alla democrazia è una forma di ignoranza da dover combattere. La sanità collaborativa potrà essere realizzata soltanto in presenza di cittadini istruiti.

Il valore di internet va e deve essere riconosciuto da tutti e la cultura va promossa e deve essere resa possibile con qualsiasi mezzo utilizzabile per la sua diffusione, comprese le trasmissioni televisive come "non è mai troppo tardi".

A tal fine il partito dei pirati promuove la formazione culturale continua di qualsiasi attore e l'impiego di mediatori culturali disponibili in rete in grado di poter gettare dei ponti linguistici ove è necessario.

L'accesso al ruolo di mediatore linguistico da parte degli immigrati italiani negli USA è stato fondamentale per l'integrazione. Oggi il mediatore linguistico è il ponte oltre l'italiano e l'inglese, sia per l'integrazione degli immigrati che per l'internazionalizzazione di un mondo sempre piu' globale.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.







Libertà per le generazioni future

Il Partito Pirata significa sostenibilità. Perciò vogliamo garantire che le basi per una dignitosa esistenza libera esistano anche in futuro. Un prerequisito è un uso trasparente e responsabile delle risorse naturali.

Proteggere i mezzi di sussistenza

Vogliamo mantenere un ambiente sano e naturale. Questo significa una riduzione di inquinanti rilasciati nel nostro ambiente e la tutela e il ripristino di aree naturali, in particolare quelle con elevata biodiversità.

Uso delle Risorse

Noi esigiamo un uso responsabile delle risorse. Risorse fossili e rigenerative devono essere usate in modo sostenibile. Per conservare opportunità alle generazioni a venire, le risorse generative devono essere usate su larga scala e sostituire, dove possibile, le risorse fossili e rigenerative.

Politica Energetica

Vogliamo un'infrastruttura energetica rispettosa dell'ambiente e sicura a lungo termine. Ciò significa un cambiamento da risorse di energia fossile a risorse generative e rigenerative. Le risorse rigenerative devono essere utilizzate secondo il principio della sostenibilità e non devono competere con altri obiettivi ambientali. Inoltre, vogliamo un struttura di produzione trasparente e decentralizzata. Solo in questo modo possiamo garantire la partecipazione di tutti i cittadini ed evitare monopoli.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Le amministrazioni pubbliche usano quasi esclusivamente software proprietario per la propria gestione spendendo annualmente oltre 1 miliardo di euro, in questo periodo di crisi economica questi soldi potrebbero essere risparmiati passando al free software e open source. Oltre a questo vantaggio il software libero risulta più sicuro, più trasparente, ha uno sviluppo più rapido e offre nuove possibilità di generare indotto a livello locale.

Il Partito Pirata ritiene che tutte le amministrazioni pubbliche debbano migrare progressivamente verso l'uso di free software ed open source.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



L'attuale implementazione della globalizzazione non tiene conto dei problemi ambientali che causa il suo abuso di trasporti marittimi, usando heavy fuel oil per carburante. Tale residuo denso della distillazione petrolifera è altamente inquinante: quindici navi da trasporto sono sufficienti per infestare il mare e l'atmosfera con altrettanta anidride solforosa quanto l'intera flotta mondiale di automobili. I Pirati promuovono un trattato internazionale che metta progressivamente al bando l'olio pesante come combustibile, cominciando dal consumo nelle centrali nel nostro paese.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Perchè?

Ogni componente dei nostri apparati elettrici attuali, dai trasformatori, contatori, interruttori fino agli elettrodomestici che abbiamo in casa è stato progettato sulla base del presupposto che l'energia fluisca a senso unico, da una serie di generatori di larga scala al consumatore. Tale approccio è inefficiente.

Abbiamo semplicemente bisogno di una rete elettrica intelligente decentrata e trasparente, grazie a cui le persone e le apparecchiature sparse ovunque possano creare capacità e valore. Sotto molti aspetti le argomentazioni a favore di Rete Elettrica Intelligente basata su standard aperti sono parallele a quelle dell'internet aperto.

La rete intelligente sfrutterebbe il tessuto connettivo di internet per connettere milioni e in prospettiva miliardi di elettrodomestici, centrali sussidiarie, generatori elettrici sparsi in tutto il pianeta dando vita a una rete pensante e programmabile.

Una gestione della rete energetica come piattaforma aperta consentirebbe , ad esempio agli sviluppatori software di creare applicazioni per aiutarci a ridurre i consumi, analizzare i dati relativi all'utilizzo di elettrodomestici o le abitudini inefficienti, suggerire sconti speciali per acquisto di apparecchi o elettrodomestici efficienti.

Per esempio alcuni progetti pilota avuti luogo in Europa mostrano fino a che punto possa spingersi l'idea della rete elettrica open source. Nelle città di Manchester, Birmingham, Bristol (Inghilterra); Rise (Bulgaria); Cluj (Romania), alcune unità domestiche sono state equipaggiate con sofisticati contatori intelligenti e reti dotate di sensori che monitorano i consumi energetici, l'efficienza e le emissioni complessive per generare in tempo reale un'impronta carbonica.

Gli utenti aprono un'interfaccia online per analizzare le fonti delle loro emissioni, confrontare la loro abitazione con il resto del quartiere, effettuare proiezioni dei risparmi che possono accumulare o controllare l'utilizzo di energia in remoto.

Ogni unità domestica coinvolta ha ricevuto una Dotazione Carbonica Individuale e ha iniziato a partecipare ad un mercato di scambio delle emissioni domestiche. La DCI fissa un limite relativo alle unità domestiche, e il mercato consente ai partecipanti di comprare e vendere quote a seconda del proprio bilancio carbonico.

Le autorità normative (UK) ipotizzano che tali meccanismi di scambio possano aprire la strada all'introduzione di un sistema Cap & Trade nazionale esaustivo applicato agli individui oltre che alle imprese. A ogni cittadino adulto verrebbe assegnata una dotazione carbonica che sarebbe autorizzato ad emettere attraverso attività come la guida, i viaggi aerei, la manutenzione della casa etc etc. Chi superasse la propria quota di emissioni spostandosi a bordo di auto di grossa cilindrata, vivendo in case di grandi superfici e/o viaggiando spesso in aereo acquisterebbe quote aggiuntive dalle persone che non ne avrebbero bisogno per la scarsa entità delle loro emissioni. Sarebbero le persone appartenenti alle fasce reddito più basse a guadagnarci.

Sarebbe più difficile ignorare le proprie responsabilità individuali - riguardo ai danni all'ambiente, alla biosfera e al cambiamento climatico - se il contatore intelligente in casa nostra non si limitasse a mostrare l'impronta carbonica in tempo reale ma confronta il punteggio ottenuto alla media del quartiere e ti fornisce una serie di suggerimenti per migliorare.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Si stima che ogni singola "Casa" eroghi 2.500 litri ogni giorno, che equivalgono a circa 1.700 bottiglie in plastica da un litro e mezzo. In un anno, quindi, prelevando l'acqua dalle "Case dell'acqua' non si utilizzano circa 620 mila bottiglie. Dato che tradotto in numero di mezzi pesanti circolanti per il trasporto delle confezioni d'acqua significa 65 TIR in meno su strade e autostrade.

I vantaggi ambientali non si fermano qui: approvvigionandosi a una "Casa dell'acqua", ogni anno, si evita di produrre (e smaltire) 20 tonnellate di PET e, di conseguenza, si risparmiano 35 tonnellate di petrolio e 300 metri cubi di acqua. Trentacinque tonnellate di petrolio, tradotte in emissioni in atmosfera, corrispondono a 30 tonnellate di CO2 e 350 chilogrammi di monossido di carbonio.

In generale, le circa 50 Case dell'acqua realizzate dalle quattro società, consentono, ogni anno, di non produrre circa 30 milioni di bottiglie di plastica, non far viaggiare 3.200 TIR, non consumare 1.750 tonnellate di petrolio e 15 mila metri cubi d'’acqua, non immettere in atmosfera 1.500 tonnellate di CO2 e 17.500 chilogrammi di monossido di carbonio (CO).

Questi i vantaggi economici e ambientali del fenomeno "Casa dell'acqua". Ma la "Casa", si sa, ha altre esternalità positive: è diventata punto cittadino di aggregazione e di socializzazione, elemento del nuovo paesaggio urbano, luogo di diffusione della comunicazione tra Comune e cittadini, esempio concreto di promozione di comportamenti sostenibili dal punto di vista ambientale. La "Casa", infine, è anche l'occasione per ripristinare un rapporto fiduciario tra il pubblico (il gestore del servizio) e il cittadino (utente).

Incentivare la realizzazione delle Case dell'acqua a livello comunale.

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Il Partito Pirata Italiano propone e sostiene una politica ambientale di cancellazione definitiva dell'amianto.

I tre punti principali sui quali si fonda la posizione politica sono:

  1. Mappatura puntuale dell'amianto sull'intero territorio italiano. Vale a dire iniziare con un censimento completo delle coperture/tetti d'amianto, da eseguire con tecnica aerofotogrammetrica e/o con autocensimento basato su obbligo di risposta (un esempio da imitare, al quale riferirsi/ispirarsi è il Comune di San Lazzaro di Savena, Bologna); e poi per pianificare un censimento dell'eternit friabile, con valutazione delle priorità (Scuole, Ospedali, Supermercati, ecc...).
  2. La bonifica può avvenire tramite sostituzione del tetto d'amianto con materiale non nocivo o con pannelli fotovoltaici, così da avere anche un ritorno in energia alternativa, convertendo un problema in una risorsa, con sviluppo di occupazione e di investimenti.
  3. Lo smaltimento dell'amianto tramite trattamenti di inertizzazione delle fibre (l'altro metodo è la discarica). E' preferibile inertizzare le fibre trasformandole in composti cristallini innocui (da riutilizzare poi, ad esempio, nell'edilizia o nell'industria della ceramica), senza consumare il territorio e senza lasciare pericolose eredità al "futuro nascituro".
E' bene sapere che l'inertizzazione presenta criticità riguardo il consumo energetico, l'impatto ambientale e l'effettiva capacità di eliminare le fibre, ma nonostante ciò, si sceglie di favorire tale metodologia di smaltimento (ovviamente pretendendo tutti i controlli necessari) al fine di rendere superata la necessità di ricorrere a discariche.

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Istituzione di un key server PGP ufficiale di Stato, gestito con gli stessi criteri e possibilmente dagli stessi uffici che gestiscono le Carte d'Identità.

1. mail firmate con firme presenti su quel server avranno tutto il valore di documenti cartacei con firma autenticata

2. qualora lo stato o suoi enti debbano inviare a un cittadino mail contenenti dati sensibili, se questi è registrato a tale key server, gliela invieranno criptata con quella chiave a tale indirizzo.

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Il Partito Pirata Italiano promuove la difesa del territorio e delle comunità locali sostenendo l'applicazione del principio di precauzione alle decisioni inerenti la costruzione di Grandi Opere. Riteniamo essenziale la partecipazione delle comunità locali coinvolte nello sviluppo dei progetti e nel controllo dei lavori; questo anche al fine di favorire una rapida attuazione dei lavori una volta messi a cantiere. Per questo propone che la legislazione in materia recepisca le seguenti indicazioni:

  1. i residenti delle zone interessate devono essere prontamente e singolarmente informati di quanto si intende realizzare, sin dalle prime fasi di progettazione
  2. tutti gli studi e le analisi prodotte, compresi quelli di eventuali alternative scartate, devono essere rese immediatamente pubbliche, accessibili in rete e presso i municipi dei comuni interessati.
  3. le istituzioni locali saranno attivamente coinvolte nella fasi di progettazione, valutazione del rischio e compensazione; viene loro riconosciuto il diritto ad indicare esperti di loro fiducia e di creare un coordiamento fra loro e con le autorità giudiziare e di PS incaricate di seguire le attività di indagine e verifica
  4. sia garantita agli abitanti la partecipazione diretta e vincolante alla decisione finale di procedere con la messa in cantiere di opere ad alto impatto socio-ambientale
  5. alle istituzioni locali deve essere garantito il diritto di nominare esperti di loro fiducia che seguano lo svolgersi dei lavori. A questi esperti dovrà essere garantita piena collaborazione per svolgere la loro funzione, ad esempio fornendo loro pieno accesso ai cantieri e a tutta la documentazione, anche amministrativa, che riguarda le imprese coinvolte nella realizzazione

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L'Italia è un paese sismicamente attivo. Per anni politiche inefficaci hanno preferito spendere enormi risorse in interventi post-disastro, quando invece compiere opere di prevenzione sarebbe costato meno e avrebbe salvato vite umane. La Mappa della Pericolosità Sismica è divenuta la mappa di riferimento per il territorio nazionale (Gazzetta Ufficiale n.105 dell'11 Maggio 2006) ma ad oggi non tutti i comuni hanno recepito questa mappa e attuato indagini più approfondite di microzonazione sismica, con l'obbiettivo di elaborare mappe di rischio e adeguare di conseguenza le norme costruttive degli edifici. È importante quindi promuovere anche in questo caso la prevenzione:

  1. istituire un Piano antisismico nazionale, con la finalità di controllare periodicamente la classificazione sismica del territorio, effettuare il censimento degli edifici residenziali, produttivi e infrastrutturali di interesse strategico, e ove necessario, svolgere gli opportuni interventi di consolidamento, nel miglioramento della qualità, in termini di resistenza al sisma, dell’edilizia pubblica e privata anche mediante piani di incentivazione e nell’attenzione progettuale alle condizioni degli impianti industriali, con speciale riferimento a quelli a rischio di incidente rilevante (RIR)
  2. è necessaria una legge che obblighi le regioni ad attuare le politiche di gestione del territorio dando seguito alle informazioni contenute nella Mappa della Pericolosità sismica, e ad effettuare l'elaborazione delle mappe di rischio sismico locale, in modo da poter individuare le zone a più alto rischio e intervenire per ridurne la vulnerabilità sismica;
  3. modificare i parametri di costruzione di nuovi edifici basandosi sulle mappe di rischio sismico
  4. vanno modificati i criteri di scelta dei bandi per studio di vulnerabilità degli edifici strategici, come le scuole, oggi troppo spesso basati su scelte al ribasso, mentre dovrebbero essere basati su considerazioni della qualità tecnica dell'offerta;
  5. è necessario educare la popolazione al rischio sismico: progetti mirati nelle scuole di ogni grado, esercitazioni pratiche nei comuni organizzate con la partecipazione della Protezione Civile e, a seguito di studi di microzonazione effettuati dai Comuni, segnalazioni dirette a tutti quei cittadini che vivono in edifici su aree a maggiore vulnerabilità. Bisogna imparare a conoscere il pericolo e conviverci, facendo di tutto per farsi trovare preparati: i terremoti NON si possono prevedere, ma possiamo limitarne i danni.

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Dal 1964 al 2013 sono state 3.328 le località colpite da eventi di frana e/o inondazione, 2.031 i comuni colpiti, 1.989 le vittime e 428.432 gli evacuati e senzatetto. Basterebbero questi dati per far capire quanto il nostro sia un paese caratterizzato da un alto rischio idrogeologico: è un problema che interessa tutta l'Italia, da Nord a Sud, con 6.633 comuni e oltre 6 milioni di cittadini a rischio. Nonostante ciò, fino ad oggi la politica ha preferito più che altro gestire le emergenze, tralasciando invece la prevenzione e la mitigazione del rischio: secondo Legambiente negli ultimi anni si sono spesi crica 800mila € al giorno per riparare i danni, e meno di un terzo di questa cifra per prevenirli.

Il Partito Pirata ritiene sia necessario:

  1. un piano nazionale di prevenzione per mettere in sicurezza il territorio;
  2. liberare le risorse già stanziate per la prevenzione che gli Enti locali non sono riusciti a spendere, allentando i vincoli del Patto di Stabilità interno.
  3. adeguare lo sviluppo territoriale alle mappe del rischio, troppo spesso non tenute in considerazione, per evitare la futura costruzione di edifici in aree a rischio e per garantire che le modalità di costruzione degli stessi tengano conto del livello e della tipologia di rischio presente sul territorio.
  4. È necessario invertire la tendenza attuale e diminuire il consumo del suolo, utilizzando criteri stringenti per quanto riguarda l’uso prioritario di aree dimesse, per la non urbanizzazione delle aree agricole, per la perequazione ed i permessi di costruire. Deve essere fissato un limite quantitativo massimo di ettari edificabili, ponendosi come obbiettivo quello di ridurre questo numero gradualmente negli anni.
  5. delocalizzare le strutture e gli edifici presenti (se in modo legale) nelle aree a rischio;
  6. combattere l'abusivismo edilizio e demolire gli edifici costruiti in maniera illegale nelle zone a rischio;
  7. contrastare illegalità come le captazioni abusive di acqua e l’estrazione illegale di inerti, attraverso maggiore attività di controllo del territorio
  8. ridurre e limitare il fenomeno del disboscamento, e realizzare opere di rimboschimento, a seguito di perizie effettuate da un professionista idoneo, o di personale tecnico interno specializzato, che attestino che il rimboschimento genera una sensibile riduzione del rischio idrogeologico;
  9. Le Regioni devono effettuare una continuativa manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio attraverso: interventi di consolidamento dei versanti e, in generale, per la riduzione della pericolosità di frana; interventi di manutenzione delle opere accessorie del reticolo stradale, volte a garantire il deflusso delle acque meteoriche e la stabilità del terreno; effettuare il ripristino e la rinaturalizzazione delle aree di espansione naturale dei corsi d’acqua e, dove possibile, effettuare la riapertura dei tratti tombinati o intubati dei corsi d’acqua; interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di argini, sponde e manufatti per la protezione delle sponde dei corsi d’acqua;
  10. aggiornare obbligatoriamente ogni 2 anni i piani di emergenza di cui si sono dotati i Comuni

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La salvaguardia dell'ambiente in cui viviamo passa anche da una corretta gestione dei rifiuti. Il Partito Pirata individua pertanto nella strategia "Rifiuti Zero" -proposta dall'associazione Zero Waste e tradottasi in una Legge d'Iniziativa Popolare- la via da seguire nei Comuni d'Italia.

Tale strategia, anziché preoccuparsi di come smaltire il rifiuto dopo che esso è stato generato, agisce a monte del problema, cercando di ridurre al massimo la quantità di rifiuti non differenziabili, attraverso pratiche semplici e di buon senso, tra cui:

  1. L'adozione della raccolta differenziata domiciliare Art.1
  2. Una moratoria per l’incenerimento e la combustione di rifiuti art.4, evitando di considerare gli inceneritori come fonti di energia pulita
  3. L'incompatibilità fra gestione della raccolta, gestione dello smaltimento e gestione del riciclaggio Art.13
  4. L'introduzione della tariffa puntuale sui rifiuti (si paga in base a quanto rifiuto residuale si produce) Art.15
  5. La definizione di un programma di riconversione impiantistica industriale (incoraggiare le pratiche del vuoto a rendere, disincentivare quelle del vuoto a perdere) Art.17
  6. Creazione di centri per il riuso e il riciclo Art.24
Il fatto che oltre 200 comuni italiani abbiano già adottato tale strategia ne dimostra la fattibilità pratica.

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Il Partito Pirata intende promuovere una estesa azione di riforma della legislazione che riguarda il Segreto Industriale, al fine di ripristinare l’equilibrio, ora perduto, tra gli interessi degli operatori economici (aziende), quelli dei consumatori, quelli dei ricercatori e quelli della società nel suo complesso.

L’elemento fondante di questa riforma dovrà essere il concetto che le informazioni raccolte durante il lavoro di ricerca all’interno delle aziende e delle università sono un bene di pubblica utilità, che deve entrare a far parte del pubblico dominio nel minor tempo possibile. A questo fine, il Partito Pirata intende riconoscere alle aziende il diritto ad un breve periodo di riservatezza, utile alla stesura di una richiesta di brevetto od alla conclusione di una parte sostanziale del processo di ricerca e sviluppo.

Il Partito Pirata intende anche chiedere che i ricercatori dell’industria siano liberi di rendere pubbliche le informazioni da loro raccolte in tempi brevi, dell’ordine di non più di 3 anni, dal momento della rivelazione delle informazioni al management aziendale.

Il Partito Pirata intende chiedere che il ricercatore sia tenuto per legge a divulgare immediatamente ogni informazione che possa contribuire a salvare vite umane o che possa evitare danni alla salute dei cittadini od all’ambiente in cui essi vivono.



Gli ordini professionali sono un retaggio di tempi antichi; oramai obsoleti, andrebbero aboliti, o almeno riformati profondamente. Alcuni non hanno alcun senso di esistere, come quello dei giornalisti, altri sono ridondanti, come quello dei medici. Ordini professionali e albi sono di fatto un cartello che dunque va a sfavore dei clienti; il fatto che il cartello sia non solo legale ma addirittura obbligatorio è paradossale. Per come sono organizzati adesso alcuni ti costringono a lunghi periodi di sfruttamento non retribuiti, o a esami con cadenza annuale dove passa un'infima percentuale dei partecipanti: ciò si presta tantissimo a corruzione diretta (ovvero raccomandazioni) e indiretta (far passare poca gente, così hanno meno concorrenza). L'unico motivo per cui esistono è di assicurare il cliente che la persona a cui si stanno rivolgendo sia competente, ma questo può tranquillamente venire assicurato dai punti 2.b e 2.c, senza sottostare ai numerosi lati negativi di mantenere l'attuale sistema.

1. Abolizione dell'ordine dei giornalisti

2.a. Abolizione degli esami di stato per entrare negli ordini o albi di medici, avvocati, ingegneri

2.b. Assicurare che uno possa laurearsi in tale disciplina, solamente se possiede già tutti i requisiti per svolgere appieno la professione → dunque laureandoti automaticamente entri nell'ordine, a titolo gratuito

2.c. Ciò non toglie che tu ne possa essere espulso

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Gli "studi di settore" sono uno dei più grandi e ingiusti freni all'economia italiana: tengono costantemente sull'orlo del baratro tutte le piccole ditte e ancor più i professionisti, spesso costringendoli a dichiarare di più di quello che guadagnano, e nel mentre agevolando chi invece è agiato consentendogli dunque di passare inosservato in caso dichiari di meno. In un periodo di crisi come questo, non tanto crisi economica quanto proprio crisi del lavoro, dovremmo fornire a chiunque abbia un minimo di spirito di iniziativa tutto l'aiuto possibile al fine di iniziare un'attività.

1. Eliminare gli studi di settore

1.a. Eliminare altresì tutti i costi fissi che non siano proporzionali all'effettivo guadagno, come per esempio il contributo minimo obbligatorio INPS

2. Non sostituirli con nulla: sono solo dannosi

2.a. La GdF è comunque libera di effettuare tutti i controlli previsti, non è che se rimuovi gli studi di settore non può farli, anzi, sarà più libera di controllare chi effettivamente è sospetto

3. Istituire una commissione di studio dedicata a esaminare, al fine di rimuoverli, tutti gli ostacoli verso l'avvio di un'attività

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Il Partito Pirata pretende sia riconosciuto il diritto degli studenti alla libera condivisione e miscelamento della cultura, inclusi i diritti di accesso e modifica del codice sorgente dei propri libri di testo.

Licenze gradite, lista non esaustiva: GPL (anche se è una licenza per software, si adatta bene ai sorgenti LaTeX), GNU Free Documentation License, Kopimi...

Possibile infrastruttura: testi scritti in LaTeX, rilasciati con una delle licenze sopra e mantenuti in repo git, con un trac di supporto. Sia repo che wiki sono sostituibili; LaTeX no, le alternative sono indesign/scribus e LibO/MSOffice, in un caso abbastanza complicato e poco portabile, complicato da modificare; nel secondo qualitativamente troppo scadente.

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Trasparenza

Il Partito Pirata Italiano sostiene con forza la trasparenza nella politica e nella gestione della cosa pubblica. Per farlo:

  1. difende il diritto alla critica e alla satira, in particolare se esercitati da semplici cittadini verso organizzazioni e persone esposte – sostenendo punizioni severe contro la pratica intimidatoria della querela temeraria portata avanti da soggetti forti
  2. affermano la pubblicazione di tutti gli atti e i documenti relativi alle public-private partnerships: l'interesse pubblico è da prediligere all'interesse della ditta di riservare informazioni a scopo strategico sul mercato
  3. sostiene e standardizza le iniziative open data e la richiesta di pubblicazione online dei bilanci di tutte le società pubbliche o a partecipazione pubblica
  4. combatte l'abuso del diritto d'autore allo scopo di nascondere informazioni di interesse pubblico
  5. pratica la completa trasparenza al proprio interno, pubblicando online il proprio bilancio, mentre ogni decisione significativa passa dall'Assemblea Permanente ed è quindi una decisione collettiva di tutti gli iscritti, visibile a tutti

I pirati sono però consapevoli che un'estensione ideologica ed eccessiva di questo giusto principio può portare al disconoscimento del diritto degli individui alla propria privacy, e anche a fenomeni di assoluta intrasparenza, ove le vere decisioni vengono prese in occasioni e con modalità segrete, nel mentre nei luoghi teoricamente deputati si recita la massima trasparenza pubblica. Se ad esempio si dovessero filmare e rendere pubbliche tutte le riunioni di gruppo parlamentare o di una commissione non sarebbe possibile litigare e dibattere apertamente. Sotto i riflettori diventa estremamente difficile riconoscere la bontà di un'idea che viene da un avversario, mettere in secondo piano l'affermazione della propria personalità, contribuire a migliorare le proposte altrui, la capacità di mediare fra esigenze contrapposte per arrivare ad un compromesso verrebbe spesso letta come debolezza, limitando fortemente la capacità operativa degli organi elettivi in favore di forti personalità carismatiche. La conseguenza più probabile è che il luogo reale delle decisione si sposterà in circoli chiusi e segreti, mentre le istituzioni democratiche si trasformeranno in teatri ove si recita un copione scritto altrove.

Privacy

Il Partito Pirata Italiano sostiene con forza il diritto alla privacy dei cittadini, ma non è favorevole ad estendere banalmente tali diritti alle persone giuridiche, quali società, imprese e organizzazioni. Per questo:

  1. combatte per il diritto alla privacy del cittadino nei confronti dello stato
  2. combatte per il diritto alla privacy del cittadino nei confronti delle imprese
  3. combatte contro il diritto alla privacy delle imprese, specialmente se legate all'offerta di servizi ai cittadini

I Pirati riconoscono la necessità che chi svolge compiti legati alla funzione pubblica, in particolare se soggetti ad elezione, sia soggetto ad una limitazione di questo diritto fondamentale, più è importante la funzione svolta e forte la necessità che i cittadini debbano valutare anche l'etica personale del soggetto, più il diritto alla Privacy cede terreno. Al massimo livello, per figure politiche quali parlamentari o che ricoprono incarichi di governo di grande rilevanza, sosteniamo il diritto alla pubblicazione dei loro redditi personali, alla conoscenza di eventuali contratti che li riguardino. Più in generale difendono il diritto della stampa a pubblicare notizie, anche personali, che li riguardino. Tale cessione dei loro diritti sarà in parte bilanciata dall'inasprimento della rilevanza che la pubblicazione di notizie false a loro riguardo comporta, sino a configurare, nei casi più gravi di dolo conclamato, un reato contro lo stato.

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Il partito Pirata Italiano ritiene che ai cittadini italiani deve essere garantito accesso gratuito al database che contiene il registro italiano delle imprese. Per ottenere l'accesso sarà sufficiente registrarsi presso il già implementato portale www.registroimprese.it o www.agenziaentrate.gov.it ed indicare il proprio codice fiscale, ai fini del tracciamento delle ricerche.

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Obbligo di pubblicazione sul proprio sito web dei bilanci aziendali per le società di capitale in cui è presente una partecipazione pubblica. L'obbligo si estende anche alle società in cui figurano partecipazioni pubbliche in via indiretta ovvero per tramite di altre società pubblicamente partecipate. Devono essere resi disponibili al pubblico: i bilanci, le note integrative al bilancio ed ogni altro documento per il quale vige l'obbligo di deposito in camera di commercio, con riferimento agli ultimi 10 esercizi.

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Nessuno deve speculare sui soldi dei cittadini. Il Partito Pirata promuove una legge elettorale che preveda il rimborso integrale delle spese documentate e fatturate, comunque non superiore a 50 centesimi di euro per ogni voto conseguito. A questa somma si applicherà una maggiorazione del 5% a titolo di interesse forfettario che copra il costo dell'anticipo delle somme impegnate per la campagna elettorale.

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Il Partito Pirata promuove la modifica delle leggi esistenti al fine di salvaguardare i diritti delle persone, dei consumatori, degli autori e degli operatori economici in modo equilibrato e socialmente accettabile.

Il Partito Pirata si riserva il diritto di promuovere delle azioni dimostrative tese a mettere in evidenza le contraddizioni di una legge, od i suoi effetti negativi sull’individuo o sulla società, nei limiti di una normale ed accettabile dimostrazione democratica, di carattere episodico e limitata nel tempo.



Vista l'incapacità con cui alcuni elementi delle forze dell'ordine svolgono il loro lavoro, visto il rischio di non poter identificare i colpevoli di reati gravi contro il cittadino, vista la responsabilità delle forze dell'ordine di assicurare la sicurezza del cittadino che manifesta e che assiste, visto il rischio che alcuni elementi delle forze dell'ordine, infiltrandosi nei cortei possano manipolare il comportamento dello stesso, il Partito Pirata si attiva in parlamento per introdurre l'identificazione delle forze dell'ordine.

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La Governance della rete, del digitale e del "Cyberspace", ci apre una finestra di opportunità per riformare l'intero approccio alla democrazia, combattendo la corruzione e creando uno spiraglio di speranza riguardo ad una governance mondiale orientata agli interessi di tutti piuttosto che dei pochi che attualmente detengono il potere.

La governance digitale ha ripercussioni sulla democrazia, attualmente gravemente sotto attacco grazie al potere di manipolazione concesso a chi esercita la sorveglianza.

Ma allo stesso tempo in tema di governance digitale esiste una inusuale predisposizione degli apparati legislativi e governativi dell'occidente tendente ad evitare il solito decisionismo dall'alto (per esempio attraverso un organo delle Nazioni Unite) e ad aprirsi a modelli di partecipazione popolare, appunto resi possibile dalla tecnologia. Esiste davvero la possibilità di mettere da parte fallaci modelli "multi-stakeholder" e realizzare piattaforme di democrazia partecipata o liquida.

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Il Partito Pirata ritiene che sia necessario riformare le norme in materia di prescrizione dei reati, interrompendone il decorso con la sentenza di primo grado.

Negli ultimi anni, in Italia, molti governi (soprattutto di centro-destra) sono intervenuti su questa materia accorciando i tempi di prescrizione (ad esempio con la legge n° 251/2005, nota come Ex-Cirielli), col palese intento di agevolare parlamentari (e talvolta Ministri o lo stesso Presidente del Consiglio) coinvolti in procedimenti giudiziari. Ciò, unitamente al fatto che resistere in giudizio non comporta alcun onere in più a carico dell'imputato (neanche quando il ricorso si rivela infondato), fa sì che ad oggi la giustizia italiana risulti spesso inerme nei confronti dei cittadini più facoltosi, in grado di permettersi collegi difensivi che adottano strategie dilatorie al solo scopo di arrivare alla prescrizione.

Di questa situazione beneficiano soprattutto i cosiddetti "colletti bianchi", ovvero imputati per reati riguardanti la finanza, la corruzione, la pubblica amministrazione etc.

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Ogni individuo deve essere riconosciuto esclusivamente come essere umano. La divisione della specie umana sulla base di confini disegnati sulle mappe dall'uomo stesso non ha riscontro nella realtà oggettiva. Non sono di conseguenza riconosciute come lecite eventuali limitazione dei diritti civili o delle libertà individuali sancite sulla base della provenienza geografica dell'individuo. Il PPI s'impegna a superare le vigenti leggi contrarie a questi principi e a contrastarne attivamente l'attuazione. Nessun essere umano, in quanto tale, può considerarsi illegale.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Vogliamo permettere a chi, entro i primi quindici anni di vita, ha vissuto la maggiore parte della vita in Italia, di richiedere la cittadinanza italiana liberamente, in qualsiasi momento della vita, senza farne una questione di soldi o di necessitare una fedina penale immacolata.

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Il Partito Pirata intende ottenere il riconoscimento legale del diritto del cittadino ad accedere alla Cultura che è disponibile in ogni singolo momento storico nel suo paese.

Il Diritto di Accesso alla Cultura viene violato ogni volta che una casa editrice, od un altro operatore economico, si rifiuta di produrre e/o distribuire un’opera di cui possiede i diritti per ragioni economiche (scarsa remuneratività) o strategiche (logiche di scambio con altre aziende). In questo caso, la responsabilità è dell’azienda e l’intervento dovrà essere teso all’esproprio dei diritti.

Il Diritto di Accesso alla Cultura viene violato ogni volta che un cittadino non può accedere ad un’opera, per ragioni economiche o di altro tipo. In questo caso, la responsabilità è dello Stato e l’intervento dovrà essere teso alla copertura dei costi ed alla soluzione dei problemi tecnici di fornitura. Naturalmente, lo Stato ha tutto il diritto di decidere i tempi ed i modi dell’Accesso (Differita TV, DVD, visione/ascolto presso una medioteca, prestito gratuito od a prezzo politico, etc.).



Il Partito Pirata richiede che i sistemi informativi (i dati) delle Pubbliche Amministrazioni siano "open by default", nel senso di:

  1. accessibili (in lettura) via web
  2. in formati aperti
I dataset "speciali" che le amministrazioni non vogliono divulgare (es. motivi di sicurezza nazionale, militari, privacy, etc.) potranno rimanere "classificati" solo previa domanda approvata da apposita commissione appositamente creata.

Il Partito Pirata richiede inoltre che tutti i contenuti pubblici, collezionati e creati da autorità pubbliche o con sovvenzioni pubbliche siano liberamente accessibile al pubblico:

  1. Per contenuti pubblici si intendono contenuti culturali e informativi (quali ad esempio programmi, interviste, documentari, notizie, spettacoli, approfondimenti della televisione e radio pubblica) creati da enti pubblici o con sovvenzioni pubbliche;
  2. I contenuti eventualmente in formato non digitale verranno digitalizzati e resi accessibili negli stessi termini e condizioni;
  3. L'accessibilità non deve essere ostacolata da licenze o diritti (devono essere automaticamente liberi da qualsiasi tipo di diritto di proprietà intellettuale) o limitazioni tecniche;
  4. Il contenuto deve essere reso disponibile online in formati aperti e archiviato;.
  5. La diffusione e lo sfruttamento commerciale sono espressamente consentiti;
  6. Eccezioni al dovere di pubblicazione sono possibili solo per motivi importanti, che devono essere spiegati per iscritto per ogni singolo caso.

I cittadini devono avere il diritto di accedere, utilizzare e diffondere i contenuti creati e finanziati con denaro pubblico ogni volta che lo desiderano. Come pirati vogliamo usare la conoscenza liberamente trasmissibile per rendere il settore pubblico più efficiente, più trasparente e più gestibile. In particolare nel campo della scienza, il finanziamento deve essere subordinato alla pubblicazione gratuita della conoscenza raggiunta.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.
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Il Partito Pirata intende ottenere il riconoscimento legale del diritto del cittadino ad accedere alla Tecnologia che è disponibile in ogni singolo momento storico nel suo paese.

Il Diritto di Accesso alla Tecnologia viene violato ogni volta che una azienda si rifiuta di produrre un oggetto di cui possiede i brevetti per ragioni economiche (scarsa remuneratività) o strategiche (logiche di scambio con altre aziende). In questo caso, la responsabilità è dell’azienda e l’intervento dovrà essere teso all’esproprio del brevetto.

Il Diritto di Accesso alla Tecnologia viene violato ogni volta che un cittadino non può accedere ad una tecnologia di carattere medico, e di rilevante importanza per la qualità della sua vita, per ragioni economiche o di altro tipo. In questo caso, la responsabilità è dello Stato e l’intervento dovrà essere teso alla copertura dei costi ed alla soluzione dei problemi tecnici di fornitura.



Il Partito Pirata ripudia ogni ideologia totalitaria, rifiuta l'utilizzo politico della violenza ed è contrario a qualsiasi metodo che opponga la forza fisica e/o la coercizione psicologica alla forza delle idee. Nessun iscritto, sia che operi nell'ambito della sfera dei propri diritti individuali sia che adempia ad un mandato dell'Assemblea, può attribuire al Partito Pirata atti o opinioni in contrasto con tali principi fondanti.



Il Partito Pirata rifiuta ogni ragionamento, discorso pubblico o azione politica che si fondi su, o comunque implichi, una discriminazione legata a presunte appartenenze razziali, etniche, al genere o all'orientamento sessuale. Nessun iscritto, sia che operi nell'ambito della sfera dei propri diritti individuali sia che adempia ad un mandato dell'Assemblea, può attribuire al Partito Pirata atti o opinioni in contrasto con tale principio fondante.



Il Partito Pirata reputa inaccettabile classificare gli individui in base alla provenienza geografica o al genere e rifiuta ogni idea o azione politica che metta in relazione le azioni di singoli o gruppi con elementi costitutivi dei relativi patrimoni identitari culturali, sessuali o religiosi. Nessun iscritto, sia che operi nell'ambito della sfera dei propri diritti individuali sia che adempia ad un mandato dell'Assemblea, può attribuire al Partito Pirata atti o opinioni in contrasto con tale principio fondante.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Il Partito Pirata intende promuovere una estesa e radicale azione di riforma della legislazione che riguarda ilDiritto d’Autore (Copyright), al fine di ripristinare l’equilibrio, ora perduto, tra gli interessi degli operatori economici, quelli dei consumatori, quelli degli autori e quelli della società nel suo complesso.

L’elemento fondante di questa riforma dovrà essere il concetto che i materiali protetti da copyright rappresentano un bene comune e come tale possono essere sottoposti a vincoli di utilizzo solo per brevi periodi di tempo e solo per determinate applicazioni di carattere commerciale.

L’accesso a questi materiali deve essere garantito anche per coloro che non possono permettersi l’accesso al mercato per ragioni economiche, ad esempio grazie ad opportune sovvenzioni o attraverso l’opera di pubbliche mediateche. In particolare, è nostra intenzione affrontare il tema del “corretto uso” dei materiali coperti da diritto d’autore (Fair Use), il tema della creazione e dell’uso di copie per uso personale ed il tema dell’uso di sistemi DRM per la protezione dei contenuti. Su tutti questi temi è nostra intenzione chiedere modifiche, anche estese e radicali, alla legislazione esistente.



Elaborare informazioni è la principale attività umana; dall'uomo preistorico che correlava il fulmine all'albero che si incendiava, sino alla più avanzata scienza odierna. Per questo motivo, il Partito Pirata ritiene che non si debba in alcun modo restringere l'accesso alle fonti del sapere, ed esse vanno ritenute senza indugi patrimonio dell'umanità.

La cultura scritta è un sistema di codici, simboli e convenzioni (ideogrammi, pittogrammi, geroglifici, note musicali, numeri, lettere ecc..) fissate su un supporto (carta, papiro, legno, pietra ecc..) duraturo nel tempo affinchè le nozioni basilari di una civiltà (leggi, poesia, musica, trattati di medicina, progetti ecc..) possano essere trasmesse da una generazione ad un'altra. Unici due requisiti sono la durata del supporto e la comune "alfabetizzazione", ovvero la capacità di discernere tali informazioni.

La qualità di tali supporti è sempre stata definita in base alla sua capacità di durare nel tempo (ancora oggi possiamo leggere i codici di hammurrabi, i geroglifici egizi scritti su papiri o dipinti sulle mura dei templi, possiamo leggere le regole giuridiche di Giustiniano, gli studi di Leonardo e gli spartiti di Pierluigi da Palestrina).

A volte, nel corso della storia tali supporti venivano messi in pericolo, ed in quei momenti centinaia di scribi, di copisti, di amanuensi si assumevano il compito di riprodurli. Alcuni di tali volenterosi erano illetterati e copiavano pedissequamente quei segni, senza comprenderli ma con la certezza che un giorno altri avrebbero saputo leggere le ricette mediche vergate da Esculapio o la parola del dio in cui credevano.

Così la cultura è arrivata sino ad oggi.

Oggi non è più così.

La durata dei supporti è estremamente limitata nel tempo: nastri magnetici che si smagnetizzano, CD che dopo 15 anni circa perdono irrimediabilmente il loro contenuto, le modifiche dell'hardware, i differenti standard sono un ulteriore ostacolo.

Fra 5 o 6 anni non ci sarà più nessuno in grado di leggere le informazioni contenute su un floppy. L'utilizzo di sistemi proprietari e la non interoperabilità tra i vari supporti ed i vari produttori rende ancora più arduo questo passaggio — la mia enciclopedia Grolier su CD-i è ormai illeggibile, il formato non esiste più e non trovo emulatori.. le canzoni che avevo scritto e salvato sui floppy del mio Atari ST idem...

Il rischio serio è che nel giro di un paio di generazioni tutta la memoria artistica, giuridica e scientifica moderna scompaia.

Già oggi abbiamo perduto pellicole e registrazioni musicali dei primi del novecento. Perdute in maniera irrimediabile. Non ne esistono copie e le registrazioni magnetiche fatte su filo di ferro si sono smagnetizzate.

Solo chi condivide e quindi continua a salvare su supporti diversi e multipli tali opere consente alla civiltà umana di potere avere accesso all'arte ed alla cultura contemporanea.

Il filesharer si configura quindi come una sorta di neo-amanuense, egli lo fa su base volontaria, a proprie spese, bypassando se del caso i limiti imposti da lucchetti di tipo DRM. Al filesharer va dunque riconosciuto il merito di essere la memoria viva della nostra civiltà.

Ecco perchè pretendo che ad esso venga riconosciuto quel valore di custode del sapere. Ecco perchè in una qualsiasi civiltà consapevole di se stessa il filesharer non solo non dovrebbe essere punito, ma onorato.

Il Partito Pirata intende promuovere una estesa e radicale opera di riforma delle regolamentazioni che attualmente limitano il libero flusso di informazioni: diritto d'autore, marchi, brevetti, segreto industriale, segreto di stato, ecc...

Riguardo il copyright riteniamo doveroso liberare ogni uso non commerciale delle opere dell'ingegno, primo passo verso l'agognato sogno di una società senza copyright, basata sul miscelamento continuo delle informazioni. Riteniamo però che non sia abbastanza il solo diritto di accesso, e vogliamo fornire una possibilità concreta di istruzione anche attraverso archivi pubblici e biblioteche.

I brevetti non devono essere concessi per le scoperte ma solo per la invenzioni. Io posso chiedere il brevetto se invento qualcosa, se la creo. Ma non posso brevettare quel fiorellino che io per primo ho registrato, ma la cui semenza esiste da chissa' quando...

Nemmeno se ne ho sequenziato per primo il DNA.

Posso dargli un nome, ma non detenerne ogni diritto di sfruttamento.

Questa ovvieta' e' esplicitata anche dal punto di vista legale, insomma dovrebbe essere normale.

Il problema e' che da tempo in pratica si assegnano brevetti anche per le scoperte, Negando quindi a chi ha sempre fatto uso di certi prodotti naturali (siano essi alimentari, agricoli, terapeutici, biochimici ecc...) l'utilizzo delle proprie naturali risorse, costringendo all'acquisto del prodotto geneticamente mappato, brevettato e sintetizzato da chi detiene i diritti di sfruttamento del brevetto.

Il Partito Pirata esige che la assegnazione nazionale ed internazionale dei brevetti sia riconsiderata e propone di rivedere tutti i brevetti che non corrispondono al principio della invenzione, annullando quindi i brevetti ed i relativi diritti di sfruttamento relativamente a quelli di mera "scoperta" od "osservazione". Che vanno considerati patrimonio comune dell'umanita'...

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Nel senso di una riscrittura integrale, adeguata ai tempi e soprattutto culturalmente e giuridicamente equa, dei rapporti stato-chiesa.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



I Pirati ritengono che le molestie sessuali siano un reato contro l'integrità psichica della persona e, pertanto, vadano punite. Le norme relative alle molestie sessuali si andranno ad aggiungere alle norme già presenti nella nostra legislazione, sia per quanto riguarda la molestia genericamente intesa (ex art. 660 c.p., riguardante le contravvenzioni concernenti l'ordine pubblico e la tranquillità pubblica) sia per quanto già previsto dal codice penale in materia di abuso, violenza sessuale, violenza privata, atti persecutori (stalking).

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Il Partito Pirata sostiene quanti intraprendano pratiche di riappropriazione e autodeterminazione di spazi urbani e rurali, sottratti alla speculazione, da destinarsi:

  1. a finalità abitativa per quanti, italiani e migranti, non possano accedere al diritto alla casa in tutte le sue forme;
  2. a percorsi con finalità socio-culturali, nel rispetto dei Diritti fondamentali, destinati all'intera cittadinanza senza alcuna distinzione.
Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Gli individui hanno diritto di servirsi di tutti gli strumenti che la medicina e la ricerca offrono per la cura, la modificazione del corpo e la riproduzione. In particolare ogni individuo ha diritto modificare le proprie caratteristiche fisiche di genere.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Il Partito Pirata sostiene in tutte le sedi (locali, nazionali e internazionali) una nuova legislazione sulle coppie di fatto che tenga conto dell'evoluzione dei mutati rapporti tra individui e il nuovo quadro delle realtà familiari. Si impegna pertanto per il riconoscimento di garanzie e tutele alle coppie di fatto, siano esse eterosessuali e omosessuali. A queste coppie, che non possono, o non vogliono, accedere al matrimonio deve essere dato, partendo dalla costituzione, un riconoscimento giuridico con l'estensione loro e ai loro figli, tutte le tutele e garanzie previste dal matrimonio.

Il Partito Pirata sostiene che due persone maggiorenni e capaci, anche dello stesso sesso, unite da reciproci vincoli affettivi, che convivono stabilmente (comprovato da risultanza anagrafica) e si prestano assistenza e solidarietà materiale e morale, non legate da vincoli di matrimonio, parentela "stretta" devono essere titolari di diritti, doveri e facolta' quali "assistenza per malattia e ricovero", decisioni in "materia di salute e in caso di morte", "permesso di soggiorno per convivenza", assegnazione di posti nelle graduatorie di edilizia pubblica, agevolazione e tutele in materia di lavoro, trattamenti previdenziali e pensionistici, diritti sucessori e obbligo alimentare.

L'unione civile può inoltre cessare a tutti gli effetti mediante una dichiarazione consensuale di scioglimento che le parti (e/o una sola delle parti notificandolo all'altra parte) presentano all'ufficiale dello stato civile.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



L'etimologia della parola Matrimonio implica un assegnamento ad un particolare genere, la madre femmina. Chiediamo che tale parola sia in futuro solo usata in ambito religioso. Dal punto di vista civile, tutte quelle forme di convivenza fra due persone legate da vincoli affettivi ed economici sono da trattarsi come Unione civile e perciò la definizione legale di unione civile è da orientare a quella dell'odierno matrimonio. Non ci possono essere differenziazioni riguardo al genere di persone che scelgono di formare un' unione civile. Qualsiasi unione civile che si dimostri adatta, senza considerazione di genere, può prendere in adozione dei minorenni.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.
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Il Partito Pirata e' consapevole che l'evasione fiscale e' un crimine che danneggia tutti ed e' favorevole all'uso della tecnologia al fine di identificare potenziali situazioni da sottoporre a verifica ma dice no alla costituzione di un grande fratello fiscale mediante raccolta massiva e generalizzata di informazioni riguardanti le piccole spese dei cittadini.

Attualmente il fisco ha accesso alle informazioni riguardanti i beni immobili, i beni mobili registrati ed i conti correnti dei cittadini. Il fisco ha quindi informazioni piu' che sufficienti per individuare situazioni fortemente incoerenti da sottoporre a verifica. Il Partito Pirata non ritiene necessario scendere ad un livello di dettaglio maggiore anche in considerazione del fatto che la semplice presenza di dati raccolti implica sempre il pericolo di abuso.

Il Partito Pirata si batte per un fisco efficiente e corretto. Onere della prova a carico dei cittadini chiamati a difendersi e cartelle esattoriali emesse in base a presunzioni di reddito sono concetti che non possono trovare spazio in uno stato di diritto.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Il Partito Pirata è contrario al diritto all'oblio per come formulato ad oggi a livello europeo, in quanto redatto in maniera opinabile e soprattutto in quanto facilmente si presta ad abusi. Condividiamo le considerazioni in merito di Google e di Wikipedia, che sottolineano incongruenze e discrepanze e minacciano la libertà di espressione su Internet. Un buon diritto all'oblio deve prevedere equità, giustizia, imparzialità.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Il Partito Pirata sostiene la proposta politica del Comitato Diritti Civili delle Prostitute (CDCP) nel depenalizzare la prostituzione. Citiamo dal testo originale:

LA PROSTITUZIONE NON È UN REATO. Su tutto il territorio nazionale chi la esercita può praticarla al chiuso o in strada. Non si considerino più reati l’addescamento e il favoreggiamento. DIVIETO DI QUALSIASI FORMA DI SCHEDATURA PER CHI SI PROSTITUISCE. Non esistono ragioni plausibili che giustifichino controlli sanitari obbligatori né quindi una schedatura sanitaria. Non ci sono ragioni che giustifichino una schedatura della polizia; pertanto va mantenuto il divieto per tali schedature. Il solo fatto di praticare la prostituzione non può essere motivo per la limitazione dei diritti civili, né per perdere i diritti acquisiti per i cittadini stranieri, o la libertà di movimento per chi è tossicodipendente. Va rispettato il diritto alla maternità. Va sottolineato con forza che prostituirsi non è un atto criminale.

I ragionamenti approfonditi riguardo la sanità e molti altri aspetti sono esplicati sul sito della proposta.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Il Partito Pirata intende ottenere il riconoscimento legale del diritto del cittadino ad ottenere una fornitura di Beni e Servizi che sia caratterizzata dalla massima lealtà nei suoi confronti da parte del Fornitore.

Il Diritto ad una Fornitura Leale viene violato ogni volta che vengono imposti dei limiti arbitrari al Bene od al Servizio che viene fornito. Consideriamo casi eclatanti di violazione di questo diritto le limitazioni sul traffico Internet imposte dai fornitori di accesso (Traffic Shaping e Filtering) e le limitazioni imposte al funzionamento dei PC da parte dei produttori grazie a molte tecnologie di tipo DRM e di tipo Trusted Computing.

Consideriamo assolutamente inaccettabili le limitazioni d’uso imposte ai sistemi per pure ragioni di marketing, come la limitazione d’uso a sola Game Console della XboX di Microsoft (che, di fatto, è un vero PC). Consideriamo assolutamente inaccettabili le limitazioni d’uso imposte ai sistemi per pure ragioni di strategia aziendale, come l’uso di formati proprietari che limitano la possibilità di interazione con sistemi equivalenti prodotti dalla concorrenza e come l’assenza delle opportune funzioni di import/export necessarie a scambiare dati con sistemi equivalenti prodotti dalla concorrenza.

La fornitura di un Bene o di un Servizio deve essere improntata alla sua massima utilizzabilità sul mercato ed alla sua massima versatilità d’impiego.



Il Partito Pirata intende ottenere il riconoscimento legale del diritto del cittadino ad avere la più totale liberta di scelta nell’acquisto di Beni e Servizi e nel loro uso dopo l’acquisto.

Il Diritto alla Libertà di Scelta e di Azione viene violato ogni volta che il cittadino/consumatore viene obbligato o condizionato ad un acquisto a causa della esistenza di vincoli imposti dai suoi fornitori. Consideriamo un esempio eclatante di violazione di questo diritto la politica di molte aziende che non forniscono strumenti adatti per l’interazione dei loro sistemi con sistemi prodotti dalla concorrenza o l’integrazione dei loro sistemi in sistemi di complessità superiore scarsa o nulla interoperabilità).

Il Diritto alla Libertà di Scelta e di Azione viene violato ogni volta che al cittadino/consumatore viene negato un particolare tipo di utilizzo di un bene regolarmente acquistato senza che questo utilizzo rappresenti un danno diretto per il fornitore. Consideriamo un esempio eclatante di violazione di questo diritto la negazione del diritto al Reverse Engineering dei sistemi quando questa attività non è rivolta al superamento dei sistemi di protezione del diritto d’autore (DRM) , bensì all’interazione con altri sistemi od all’integrazione in sistemi di complessità superiore.



Il Partito Pirata intende pretendere il riconoscimento concreto del diritto del cittadino alla privacy, già più volte enunciato nelle Costituzioni Italiana ed Europea ed ancora largamente negato proprio ad opera di quei Governi che dovrebbero garantirlo.

In particolare, il Partito Pirata intende rivolgere la propria attenzione alla riservatezza delle comunicazioni ed intende ottenere la equiparazione di qualunque tipo di comunicazione (audio, telefonica, radio, digitale, etc.) alla comunicazione postale che è, tradizionalmente, l’oggetto di elezione di questo diritto all’interno della legislazione esistente.

Il Partito Pirata intende anche richiedere l’esplicito riconoscimento del diritti del cittadino ad usare sistemi crittografici per garantire la riservatezza della proprie comunicazioni.



La privacy per i Pirati è sacra. Sacra. In nessun caso abbiamo intenzione di incoraggiare l’uso di intercettazioni, le riteniamo uno strumento limitante la libertà di comunicazione, ovvero il principio pirata della privacy e quello costituzionale di riservatezza della corrispondenza, al pari di quello che le manette rappresentano per la libertà meccanica di un individuo.

Ammettiamo però che possano esistere necessità investigative tali per cui si possano sospendere, per periodi limitati e sulla base di specifici sospetti (tizio ha rubato tale cosa, non un generico "è un ladro"), le libertà enunciate da tali principi, purché tale sospensione avvenga solo nel caso di gravi reati (arbitrario, pensiamo a reati la cui pena supera tre anni di reclusione) e sotto lo stretto controllo della magistratura; ci arrabbiamo tantissimo nel caso di abusi.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Il Partito Pirata è favorevole al principio fondamentale della Parsimonia dei Dati, cioè di evitare la raccolta di dati ove non è strettamente necessaria, perché la presenza di dati raccolti di per se implica sempre il pericolo di abuso.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.



Il Partito Pirata intende ottenere il riconoscimento legale del diritto del cittadino a comunicare con qualunque altra persona in qualunque momento ed in qualunque modo.

Il Diritto alla Comunicazione viene violato ogni volta che al cittadino viene negato l’uso di un canale di comunicazione per ragioni tecniche o commerciali risolvibili con ragionevole facilità. Consideriamo un esempio eclatante di violazione di questo diritto la negazione del libero uso di sistemi Wi-Fi dentro e fuori del domicilio privato. Consideriamo un esempio eclatante di violazione di questo diritto la negazione o la limitazione dell’uso di sistemi di File sharing (Peer-to-Peer), già messa in atto da alcuni governi.



Il Partito Pirata intende pretendere il riconoscimento concreto del diritto del cittadino alla libertà di espressione, già più volte enunciato nelle Costituzioni Italiana ed Europea ed ancora largamente negato proprio ad opera di quei Governi che dovrebbero garantirlo.

In particolare, il Partito Pirata intende chiedere la modifica della legislazione esistente in fatto di attività giornalistica in modo da liberare la figura emergente del blogger dai vincoli che erano stati pensati per i giornalisti professionisti. Chi parla a proprio nome, od a nome di una associazione di qualunque tipo, e non a nome di un giornale, deve essere libero di dire ciò che vuole, nel modo e nei tempi che ritiene più opportuni. L’unico limite accettabile a questo diritto è quello rappresentato dal reato di diffamazione e dall’offesa personale.



Il Partito Pirata Italiano è favorevole all'abrogazione in toto degli articoli 414 e 414bis del Codice Penale, Libro II ("Dei delitti in particolare"), Titolo V ("Dei delitti contro l'ordine pubblico") e anche all'abrogazione dell'art. 4, comma 2 della legge Scelba (645/1952).

Il diritto alla libera espressione è un diritto superiore e questi reati sono contro le opinioni, non contro i fatti. I reati di opinione sono a nostro avviso non solo anticostituzionali, ma sono di gran lunga peggiori dei mali che vorrebbero combattere. La società si migliora con la cultura, col dialogo e anche con l'ascolto, non con la repressione.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.







La sofferenza nei Paesi poveri, riconducibile alle ingiustizie economiche, o nei Paesi vessati dalla guerra o sotto regimi dittatoriali, spinge le persone a fuggire dalla loro terra. Il Movimento Pirata intende agire a livello globale per combattere i disequilibri economici, permettere la sostenibilità finanziaria ai Paesi sfruttati, collaborare per una democrazia degna di questo nome, cosí da ricreare condizioni favorevoli al benessere umano in ogni Paese della Terra, unica soluzione alle migrazioni per cause economiche o politiche. Questo obiettivo richiede azioni da parte dell'Unione Europea che contrastino sia i Paesi che non rispettano i diritti umani che il commercio, per esempio, delle armi o del petrolio fautore di guerre e danni agli ecosistemi locali, a prescindere dagli effetti sul PIL. Le azioni militari devono essere ridotte al minimo, in quanto contribuiscono all'instabilità nel Medio Oriente. L'ascesa dei gruppi terroristici è una delle dirette conseguenze degli abusi economici, degli indiretti danni climatici ed ecologici ai Paesi poveri, e delle azioni militari percepite come aggressioni da parte dell'Occidente.



Concedere l'asilo a chi cerca rifugio dalle persecuzioni razziste, religiose, politiche, a cause di altre discriminazioni sociali o per la guerra, è un obbligo del diritto internazionale stabilito nella Convenzione sui rifugiati del 1951. Questo impegno è comune a tutti i Paesi europei e a quasi tutti quelli del mondo. Una reale integrazione tra i diversi popoli e le diverse etnie, è una difesa contro il terrorismo. I rifugiati non devono essere visti come un potenziale pericolo, distribuirli nel territorio in piccoli gruppi è un modo efficace per facilitare l'integrazione. La Convenzione di Dublino deve essere rispettata. Gli sforzi dei singoli Stati di eludere tale obbligo, lasciando le maggiori difficoltà ai Paesi piú esposti alle zone critiche, vanno rimproverati e occorre sostenere insieme la gestione dei rifugiati. I rifugiati in Europa hanno diritto a una vita dignitosa, come quella dei cittadini, alla libera circolazione, di poter studiare e prender parte alla vita lavorativa e culturale. Tale diritto prescinde dalle cause della migrazione, è una necessità umana.



L'integrazione è un'autentica difesa contro il terrorismo. Una drammatica mancanza di integrazione porta, per esempio, alla creazione di ghetti, uno sfondo ideale per la diffusione di fondamentalismi religiosi. Gli Stati dell'UE che ancora basano la nazionalità sulla discendenza, dovrebbero introdurre lo Ius soli congiunto allo Ius culturae: la cittadinanza dovrebbe essere data a chi nasce in Italia e ha almeno uno dei due genitori con la cittadinanza italiana, oppure se risiede in Italia da almeno 6 anni non consecutivi se minorenne, oppure da almeno 10 anni non consecutivi se maggiorenne. La cittadinanza multipla deve essere accettata per almeno due generazioni, per facilitare l'integrazione degli immigrati nella vita politica e sociale del Paese ospitante. Il successo dei Paesi ospitanti sarà misurato dal numero di immigrati che rinunceranno alla cittadinanza straniera di loro spontanea volontà. Gli Stati europei sono tenuti a dare agli immigrati e ai loro discendenti una concreta possibilità di formarsi e raggiungere il successo professionale. Ridurre la discriminazione e consentire a tutti gli abitanti di vivere insieme in modo benefico richiede un'azione politica mirata. Chi non ha la cittadinanza del Paese europeo in cui abita, deve comunque poter partecipare alle elezioni dei rappresentati comunali presso la residenza principale.



Lo sviluppo economico dell'Europa dipende dalla valorizzazione delle competenze e delle abilità di tutti i suoi abitanti. Purtroppo, in passato, non sono mancate forme di propaganda con l'intento di innalzare certe nazioni o etnie per screditarne altre. Lo sviluppo demografico, particolarmente contenuto nei Paesi benestanti rispetto ai Paesi disagiati, consente di ipotizzare scenari difficili per la sua gestione. Finché la volontà politica non rimedierà alle ingiustizie finanziarie e sociali, i Paesi europei dovranno regolare l'immigrazione dei poveri e distinguere questa dalla fuga a cause delle persecuzioni e dalla guerra, riconoscendo ai rifugiati il diritto di asilo. Occorre ridurre i tempi di attesa per ottenere un permesso di soggiorno sicuro e la cittadinanza appena maturati i requisiti. Bisogna sostenere lo sforzo da parte degli immigrati nell'imparare la lingua e nel raggiungere l'integrazione professionale: non è accettabile la discriminazione che infierisce su queste difficoltà. Il reciproco riconoscimento di titoli, certificati e diplomi esteri dev'essere tutelato da accordi internazionali per facilitare l'integrazione professionale.



Il razzismo e la discriminazione culturale mettono in pericolo la pace sociale in una società multietnica. Violenze e intimidazioni a causa di discendenze, religioni, culture, sono inaccettabili. Pertanto, ci opponiamo al razzismo e alla xenofobia di qualsiasi forma, cosí come ogni altra ideologia dell'odio diretta contro particolari gruppi di persone. Le ideologie basate sul darwinismo sociale, che raffigurano certi popoli come superiori ad altri, sono state scientificamente confutate e sono incompatibili con i valori e gli obiettivi del Partito Pirata; cosí come quelle ideologie che giustificano uno "scontro tra culture", affermando che alcuni gruppi sociali hanno aspirazioni egemoniche collettive. Alcuni esempi sono l'antisemitismo, l'islamofobia o le guerre sante. La politica di estrema destra alimenta una concezione fuorviante di nazionalismo, ma il pregiudizio e l'intolleranza si ritrovano anche nel cuore della società. Il Partito Pirata intende sostenere iniziative volte a migliorare la comprensione tra culture e ideologie, riducendo i pregiudizi e promuovendo la coesione sociale. Supporta anche campagne che si oppongono alle attività dei partiti di estrema destra e invita le persone ad uscire da quei circoli sociali.

Questo documento è stato approvato democraticamente dall'Assemblea Permanente del Partito Pirata.

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